Un crogiolo di idee

15.8.12

2. il Ricettivo, le linee



La prima linea del Ricettivo è:

履霜坚冰至
Quando si calpesta brina, il ghiaccio solido è vicino.

Il pensiero cinese in tutte le sue forme è contraddistinto da una qualità, la correlazione (Graham). Ogni elemento della cosmologia e del pensiero filosofico è integrato in una complessa rete di simboli, un gioco di specchi che permette di scorgere ovunque i riflessi di ogni nodo della rete. Nell'I-ching questo è ancora più vero e allora la prima linea del Ricettivo si può leggere in coppia con la prima del Creativo ed entrambe descrivono lo stato primordiale delle forze yin e yang. Nell'uno, il drago sommerso indica il saggio che non si è ancora manifestato; nell'altro la brina che presagisce il ghiaccio solido indica un principio scuro/yin/femminile/inverno ancora immaturo. 
Un'altra interpretazione legge nel ghiaccio un simbolo dello yang in virtù della loro natura solida e dura. La brina diviene allora yin nella sua morbidezza e la linea sta ad indicare che dove c'è lo yin ci deve essere anche lo yang, suo maestro e guida. 
Infine Wilhelm sulla falsariga dello stesso Confucio vede nel ghiaccio incombente un avvertimento, una situazione pericolosa (la brina) che, se abbandonata a se stessa, può consolidarsi in un danno ancora peggiore (il ghiaccio). 
Personalmente guardo con sospetto l'interpretazione di Wilhelm. È difficile attribuire una connotazione negativa ad una circostanza in armonia col Dao come può essere il succedersi delle stagioni. Parafrasando Nan Huaijin si comprende meglio il senso di questa prospettiva: in breve, l'uomo è artefice del proprio destino. Ma attenzione. Questa frase, tanto cara al modus pensandi occidentale, tra i cinesi deve essere spogliata delle sue implicazioni deterministiche; il rapporto di causa ed effetto (前因后果) ha delle implicazioni olistiche sconosciute alla nostra filosofia. Come occidentali possiamo rappresentare graficamente il binomio come una linea retta che collega un punto iniziale, la causa, ad un punto finale, l'effetto. All'interno di un processo più ampio ed articolato questa immagine non cambia, si tratta sempre di un diagramma con input e output. Per i maestri del Dao causa ed effetto sono parte di un insieme più ampio, e la causa è comunque un sottoinsieme dell'effetto. Ad ogni modo il saggio è in grado di prevedere il risultato di un'azione ma non perché si avvale di un modello logico deduttivo, che è un atteggiamento considerato persino immaturo in Cina; egli al contrario conoscendo il Dao ne conosce i suoi risvolti, il suo dispiegarsi e quindi anche gli effetti di una causa.

直方大。不习无不利。
Dritto, quadrato, grande. Anche l'inesperienza non sarà senza risultati.

Kun, il Ricettivo, è la madre terra. I primi tre caratteri della seconda linea descrivono le sue caratteristiche principali. In opposizione al Cielo rappresentato dal cerchio, la Terra è un ampio quadrato che racchiude e nutre i diecimila esseri. Interessante Wilhelm, secondo cui l'essere dritto è una qualità intrinseca del Creativo. La Terra, facendola propria, si conforma alle direttive della sua guida yang ma non resta inerte e dalla linea genera il quadrato e idealmente dal quadrato genera il cubo. La geometria ci mostra una spirito produttivo della Terra che tuttavia è privo di iniziativa come già ammonisce la Sentenza. La Terra infatti genera dopo che è stata fecondata dal Cielo. Essa è stabile ma quieta. Questo è il senso anche della seconda parte della linea: la Terra non ha esperienza. Il carattere  in origine scritto  è un composto semantico. Secondo Karlgren deriva da  (ali) + (se stesso), un pulcino che impara a volare = fare pratica. La Terra non ha pratica; nonostante ciò essa è malleabile ed accoglie la volontà del Cielo e solo a quel punto dà una forma alla sua creatività.


含章可贞。或从王事。无成有终。
Linee celate. Si riesce a perseverare. Se si è al servizio del re, anche senza riconoscimenti si portano a termine i compiti. 

"Linee celate" indica che le qualità della Terra sono nascoste. “includere” nel senso di "tener dentro, trattenere" e letteralmente "capitolo, sezione" ma anche "medaglia, emblema". Forse qui il sintagma ha il senso di "nascondere le proprie medaglie". Allo stesso modo un uomo saggio che si trovi al servizio di un potente o in una condizione di subalternità, per quanto dotato non farà trapelare le sue capacità. Riuscirà ad eludere i fardelli che derivano dalla fama e tuttavia a portare a compimento le opere che intraprende. La terza linea, punto di passaggio tra il trigramma inferiore e quello superiore, ribadisce la condotta di chi vive nel segno del Ricettivo, ossia il mantenimento di un pacato basso profilo. Si tratta di una prospettiva che permea profondamente tutto il pensiero taoista e che trova espressione nel principio del 无为 wu-wei, il non agire. Tale avviso però non va interpretato alla lettera come una rinuncia tout court all'azione, bensì come la capacità di influenzare il corso del mondo stando dietro le quinte. La quarta linea infatti, posizione di pericolo in molti esagrammi, estende quanto detto dalla terza: 

括囊。无咎无誉。
Sacco chiuso. Nè macchia, nè lode.

In una situazione dove è impossibile esprimere al meglio le proprie potenzialità, restare nell'ombra è la soluzione migliore. Non ne deriveranno particolari riconoscimenti ma nemmeno si peggiorerà la situazione. Lo yin del Ricettivo alla quarta linea non è ancora giunto alla sua piena maturazione. Mentre la linea corrispondente del Creativo descrive una situazione parimenti acerba, ma un soggetto attivo che ha la responsabilità della scelta (或跃在渊 forse salta nell'abisso); il Ricettivo qui è invitato a restare immobile. Troverà infine la sua realizzazione della quinta linea.

黄裳。元吉。
Veste gialla. Sublime salute.

Alla quinta posizione, mentre il Creativo diviene imperatore, anche il Ricettivo raggiunge il suo apice: egli porta la veste gialla, tipica dei funzionari imperiali.  Il carattere 裳 chang2 significa precisamente "sottoveste, gonna" in opposizione a 衣 yi1 che è il vestito di sopra. Ovviamente il Ricettivo non ha in sé la potenza creativa per diventare imperatore, pertanto la sua massima posizione è quella di alto funzionario o ministro. Ma il giallo inoltre ha una valenza specifica anche secondo la teoria delle Cinque Fasi (五行 dove ogni Elemento o Fase (legno, metallo, terra, acqua, fuoco) è a capo di una fitta rete di correlazioni astrologiche, spirituali e fisiologiche. La Fase della terra è associata naturalmente al colore giallo e al centro (i cinesi lo considerano alla stregua di un punto cardinale). La simbologia che si delinea sottolinea che il Ricettivo qui si trova nel suo punto ideale, da cui può esercitare la sua massima influenza. Tuttavia questa linea è yin al quinto posto, dispari quindi yang. L'equilibrio si mantiene fintanto che Creativo e Ricettivo si attengono a ciò che gli compete, l'uno ai suoi doveri di attività e regolazione, l'altro ai suoi di obbedienza e diligenza. Eppure è già celato qui il germe della tracotanza. Se si concretizza il mutamento e la quinta linea diventa yang, ne risulta l'esagramma n. 8 bi3, la Solidarietà. Il Ricettivo con la quinta linea mobile ottiene la solidarietà di altri e gli si forma un seguito. Nel momento in cui il Ricettivo si mette a capo di una schiera, contravviene alla legge del cosmo e attira su di sè la sciagura.

龙战于野。其血玄黄。
Draghi combattono nella prateria. Il loro sangue è giallo e nero. 

La sesta linea, come spesso accade nell'I-ching, traccia i contorni della situazione che supera i propri limiti e si prepara a mutare. Per la prima volta nel segno della Terra compare il carattere 龙 drago. Il Ricettivo che si spinge troppo in alto commette ubris e si vuole mettere al livello del suo signore il Creativo. Il risultato è un aspro combattimento, dove entrambi i draghi si feriscono e si danneggiano e il loro sangue, giallo del Ricettivo e nero del Creativo, insozzano il suolo. Anche il teatro del combattimento, la prateria, rappresenta un luogo non civilizzato, selvaggio e senza legge, l'unico dove può consumarsi uno scempio del genere. Leggendo questa linea con la sesta del Creativo si può comprendere come il drago nero, che qui scende dal cielo a combattere il nuovo rivale, non sia solo un punitore inviato a reprimere la ribellione. Egli è invece pari al nemico, è alla sua personale resa dei conti, come si profetizzava con 亢龙有悔 (drago altezzoso avrà da pentirsi).

利永贞
Propizia è l'eterna perseveranza oppure eterna stabilità.

L'ultima linea, come per il Creativo, è dedicata alla configurazione, detta 用六, in cui presenta solo linee mobili (numeri 6 o yin vecchi) che mutano in yang. Tale eventualità è felicissima poiché la Terra contiene in sè lo spirito del Cielo ed è destinata a fare del bene ai diecimila esseri. Nell'ultima linea del Creativo, detta 用九, non si ventila un mutamento ominoso ma nemmeno eccellente poiché là è lo yang che contiene lo yin, il grande che contiene il piccolo, condizione fausta ma comune. Qui invece è il piccolo che contiene il grande e il rapporto tra yin e yang è finalmente perfetto. 
Un'altra interpretazione più minimalista vede semplicemente le linee yin che mutano in yang, arrivando così alla grandezza del Cielo per vie naturali, e non con la forza come nella sesta linea.

16.6.12

2. Il Ricettivo, la Sentenza


Il Ricettivo, l'esagramma della Terra, lo yin puro è nell'ordine secondo solo al Creativo e costituisce con esso il noto binomio yin-yang. Per questo motivo la sentenza e le linee del Ricettivo non possono essere svincolate dall'esagramma precedente.
Il rapporto che sussiste tra Creativo e Ricettivo è anche pensabile come tempo-spazio, non solo come chiaro-scuro. Il Cielo è l'esagramma del tempo, la Terra lo è dello spazio. 

La Sentenza:
元亨。利牝马之贞。君子有攸往。先迷后得主。利西南得朋。东北丧朋。安贞吉。

Notiamo subito che in questo verso sono presenti tutti e quattro i caratteri della Sentenza del Creativo, ossia 元亨利贞. Mentre nel Creativo questi quattro cardini del cosmo sono bastevoli a loro stessi, nel Ricettivo, che pure è pari al Creativo, è necessario aggiungere qualcosa alla descrizione. 元亨 sono ripetuti ad indicare che l'origine 元 e lo sviluppo 亨 della Terra e del Cielo, insomma di yin e yang, sono consustanziali.
La differenza risiede nel periodo della maturità. In che modo la Terra esprime il suo benefico influsso? 利牝马之贞, "propizio per la perseveranza di una cavalla". L'equino, animale forte e instancabile e assolutamente terreno, è il simbolo del Cielo, ma esso qui è femmina perché incarna il principio femminile yin, la forza del cavallo ma la mitezza di una giumenta. La frase esprime il carattere intrinseco positivo della Terra, ma non penso si debba cercare qui un altro significato trascendente. L'I-Ching, che è un testo criptico ma piuttosto concreto, vuole evidenziare la differenza tra Cielo e Terra dicendo per il primo 元亨利贞 e per la seconda 元亨利牝马之贞. Essi sono fondamentalmente identici, pur operando in ambiti diversi. Nello specifico, il Creativo non ha bisogno di altri caratteri oltre ai noti quattro. Esso crea. Esso descrive. Non ha bisogno di essere descritto. La Terra al contrario prima riceve e solo di conseguenza crea, dando vita e nutrendo tutte le creature. Per fare un esempio, le piante crescono dalla terra dopo che il cielo ha dispensato pioggia.

Da tutto questo è legittimo evincere che esiste un predominio del Cielo sulla Terra? Oppure in quanto yin e yang essi sono alla pari e si completano?
Le risposte sono entrambe affermative. Diciamo che dal punto di vista ontologico Creativo e Ricettivo operano in perfetta simbiosi, esprimendo per intero la dialettica di yin e yang. Dal punto di vista pratico (naturale), l'elemento yang, chiaro, solido, maschile, creativo prevale sull'elemento yin, scuro, tenero, femminile, ricettivo. 
Nel leggere queste parole mi rendo conto che venga la tentazione di rifiutarle. Sembra che covino il germe del maschilismo, della disparità dei sessi. Sembrano esprimere una concezione antiquata e persino politicamente scorretta. In realtà se vogliamo leggere l'I-Ching è indispensabile dimenticare ciò che sappiamo sul nostro mondo. Sarebbe del tutto improprio innestare una visione moderna e occidentale su un testo classico orientale. È però propizio il contrario, cioè vedere l'oggi con gli occhiali di ieri.
L'I-Ching attraverso lo yin e lo yang manifesta l'ordine del mondo, che nello specifico è l'ordine della Natura. In Natura non esiste una disparità tra maschio e femmina, tra sopra e sotto, tra giorno e notte. Ometto bene e male perché l'etica è un valore umano. Ciascun termine di questi binomi comunque è inscindibile dall'altro. La legge che l'I-Ching ci propone è sempre in tutto il testo la legge della Natura. Anche quando si affrontano esagrammi inerenti esclusivamente al mondo umano, il presupposto è che l'uomo fa parte della Natura. Infatti gli esagrammi sono composti da trigrammi. Gli otto trigrammi sono Cielo, Terra, Tuono, Acqua, Monte, Vento, Fuoco e Lago ed è chiaro che l'Uomo non possiede nessuno di questi. Allora conoscendo le otto chiavi della Natura per deduzione si conosce l'Uomo. I primi due esagrammi del Cielo e della Terra sono i pilastri su cui poggia la legge della Natura. 

La seconda parte della Sentenza indica la via del Ricettivo. 君子有攸往 il nobile procede, può avanzare. Con queste parole è evidente il carattere spaziale del Ricettivo, che però non può muoversi arbitrariamente. 先迷后得主 "se va per primo, si perde. se segue, trova una guida". Infatti subito dopo: 利西南得朋。东北丧朋 "propizio è trovare amici a sud e ovest, perderli a nord ed est". Il Ricettivo non ha la possibilità di essere il primo della fila, nè agire di propria iniziativa. Se lo fa, si smarrisce. Al contrario se trova l'umiltà di restare indietro, avrà una guida. Ma dove dirigersi di preciso?
Gli elementi fondanti dell'I-Ching sono gli otto trigrammi. Il loro mitico creatore Fu Xi li oridinò secondo una precisa sequenza, detta Serie del Cielo Anteriore (sotto):


A sud e ad ovest (i cinesi immaginano i punti cardinali invertiti rispetto a noi) si trovano Qian e Kan, cioè il Cielo e l'Acqua, due trigrammi yang. A nord ed est si trovano la Terra e il Fuoco, trigrammi yin. Quello che l'I-Ching vuole dire è che il Ricettivo deve cercare compagnia tra gli elementi opposti, ossia tra gli yang, che in virtù della loro natura forte possono fargli da guida. Deve invece fuggire la prossimità dei suoi simili a nord e est perché in tal caso non troverebbe nessuna entità complementare. 
Gli ultimi caratteri 安贞吉 indicano che la via del Ricettivo ha fortuna se è placidamente perseverante. Ancora una volta la Terra è yin e come tale non può persistere in una grande eccitazione ma deve tranquillamente porsi dietro, seguire e restare fedele a sè stessa ed al suo signore.



7.6.12

1. Il Creativo, le linee


Innanzitutto cosa sono le linee? Ogni esagramma nell'I-Ching è formato da sei linee, che si ottengono mediante tecniche divinatorie con monete o più tradizionalmente con steli di millefoglie. Senza entrare nel merito, basti sapere che si ricavano certi valori dalle monete o dal conto degli steli la cui somma può dare i numeri 6, 7, 8 o 9. Questi numeri corrispondono alle linee degli esagrammi, dove i pari sono linee yin, rappresentate come tratti spezzati al centro ⚋ e i dispari sono linee yang, i tratti interi ⚊.
Per questo il processo da cui si ricava l'esagramma è in realtà quello per avere le singole linee che, partendo dal basso, vengono impilate l'una sull'altra. Perchè le linee sono indicate proprio con questi numeri? Lo yin è banalmente una linea spezzata ⚋ ovvero due tratti affiancati. Lo yang sarebbe allora un uno, ma bisogna considerare che esso contiene in sè lo yin, perciò due più uno: tre. Detto questo, consideriamo che ci sono tre ambiti del cosmo in cui si estrinsecano lo yin e lo yang, cioè la terra, l'uomo e il cielo. Uno yin per ciascuno è due per tre: sei. Uno yang per ciascuno è tre per tre: nove.
Gli esagrammi hanno sei linee perché sono formati da due trigrammi, a loro volta formati da una linea per la terra (in basso), per l'uomo (al centro) e per il cielo, (in alto). Da ciò è possibile analizzare l'esagramma da due lati: o come una somma di due trigrammi distinti, il che spiega le corrispondenze tra le linee 1 e 4, 2 e 5, 3 e 6 che ricorrono in tutto il libro; oppure come un insieme unico, dove le linee della terra sono le prime due, quelle dell'uomo centrali e quelle del cielo le ultime.

In virtù di questo non penso sia una buona idea utilizzare l'I-Ching come è suggerito nella introduzione all'edizione italiana, ossia distinguendo i numeri ricavati dal lancio delle monete in 7/8 e 6/9. Viene detto infatti che il 7 e l'8 indicano linee statiche mentre il 6 e il 9 linee mobili, dette anche yin e yang vecchi; in altre parole yin che mutano in yang e viceversa. L'introduzione continua dicendo che dopo aver operato la distinzione, è opportuno leggere le descrizioni delle sole linee mobili.
Non è errato considerare le linee in mutamento 6 (yin nell'atto di divenire yang) e 9 (yang nell'atto di divenire yin) diverse dalle linee statiche 8 (yin stabile) e 7 (yang stabile). Penso però che considerare solo le linee mobili di un esagramma sia un consiglio fuorviante. Il presupposto che me lo fa affermare è che l'I-Ching non serve per predire il futuro. Certo il testo che leggiamo ancora oggi nacque millenni or sono con questo in mente. Una leggenda addirittura pone la sua paternità al mitico re Fu Xi, che inventò i primi trigrammi come simboli per predire il tempo atmosferico. Le iscrizioni sulle ossa oracolari rinvenute dagli archeologi invece fanno pensare ad una vera e propria tecnica divinatoria, secondo la quale il sacerdote scriveva una domanda su un guscio di tartaruga o su scapole di bue, la gettava nel fuoco e se le crepe prodotte dal calore erano linee intere (yang), il responso era sì, viceversa era no.

Tuttavia il significato accumulato nel tempo sul testo dell'I-Ching credo abbia oltrepassato la mera funzione oracolare. L'I-Ching grazie soprattutto all'interpretazione filosofica data da Confucio, dal duca di Zhou e successivamente dai loro discepoli è diventato un libro di saggezza. Le linee degli esagrammi non possono essere decontestualizzate o lette separatamente. Ogni esagramma descrive uno stato macroscopico delle cose e ogni linea ne è un analisi microscopica, approfondisce, indica una fattispecie, una fase, un momento particolare. L'I-Ching attraverso linee ed esagrammi ci racconta come funziona il mondo. Ovviamente niente e nessuno potrà mai completamente sovrascrivere l'esperienza di vita di ciascuno di noi. L'I-Ching però ci può dare una traccia, degli spunti o delle idee.

La prima linea del Creativo, in cinese 乾 qian2 è allora 潜龙。勿用。L'edizione italiana recita "drago coperto. non agire". Io preferisco tradurre 潜 con "sommerso", data la presenza nel carattere del radicale 氵 "acqua". La prima fase del Creativo allora indica un drago 龙 nascosto sotto il pelo dell'acqua. Questo drago simboleggia un uomo di grande valore, un nobile, un potente, che si trova sott'acqua, quindi occultato alla vista. Tuttavia, siccome il drago in Cina è anche una sorta di dio della pioggia, questo uomo nobile stando in immersione si trova in mezzo al suo elemento. L'I-Ching dipinge qui con la prima pennellata un essere con i talenti giusti ma ancora sconosciuto al mondo. La seconda parte della frase indica cosa si deve fare in questo caso: 勿用, cioè "non agire". Nonostante le caratteristiche del nobile siano positive, egli non deve forzare i tempi e per ora restare nell'anonimato.

La seconda linea descrive lo stadio successivo in cui egli si manifesta: 见龙在田。利见大人。La prima parte 见龙在田 significa "drago che compare nel campo". 见 qui nella sua lettura più rara xian4, uguale a 现. La seconda parte 利见大人 "propizia è la comparsa del grande uomo", leggendo ancora 见 come 现. Il carattere 利 li4 "profitto" è il terzo della Sentenza 元亨利贞. Se accettiamo l'ipotesi che i quattro caratteri abbiano la stessa carica semantica delle stagioni dell'anno, 利 corrisponde all'autunno, tempo in cui si raccoglie il grano, tempo di guadagni. Dire che è 利 profittevole (propizia) la comparsa del grande uomo indica che egli è già nato e maturato. Ora è tempo di ricevere il suo influsso benefico. Poiché questa seconda linea, detta anche 九二 "nove al secondo posto", fa parte del trigramma inferiore ䷀ > ☰ + ☰ essa dice che il drago compare nel 田 campo. Si tratta di un drago terrestre, ovvero un uomo di riconosciuto valore che si trova in basso. Non per questo il suo influsso è meno positivo o meno intenso, per questo si dice che è già "propizia" la sua comparsa. 

La terza linea è 君子终日乾乾。夕惕若。厉无咎。Le linee tre e quattro di ogni esagramma, non a caso quelle dell'uomo, indicano in quasi tutti gli esagrammi le situazioni più difficili. Il motivo è che esse costituiscono la fine del trigramma inferiore e l'inizio di quello superiore, sono la (precaria) giunzione tra i due trigrammi così come l'uomo è (precariamente) punto di contatto tra terra e cielo; basti per esemplificare il carattere di "re, sovrano" 王, un diagramma dove la linea verticale unisce le due agli estremi 二 con il 一 centrale. Allora questa terza linea, o nove al terzo posto 九三, indica una fase di transizione. Il 君子, l'uomo nobile (nel senso di savio, virtuoso), è 乾乾 creativamente attivo 终日 tutto il giorno. Qui 乾 raddoppiato è tradotto come "creativamente attivo" non solo in quanto forma complessa di 干 "fare" ma anche come il nome dell'esagramma 乾 "il Creativo" trattato qui come verbo. La pronuncia del raddoppiamento 乾乾 è infatti  qian2qian2 la stessa del nome dell'esagramma. 
Nella seconda parte della linea 夕惕若。厉无咎 io preferisco leggere 夕惕若厉。无咎。spostando in avanti il punto fermo. Il senso si può tradurre 夕惕 "al vespro (egli) vigila" 若厉 "come se ci fosse pericolo". Infine 无咎 "nessuna macchia". La linea evidenzia una situazione in cui il nobile si è già manifestato (seconda linea) ed ora deve darsi da fare, senza per questo abbassare la guardia. Anzi, proprio ora che egli ha deciso di avanzare, passando dal trigramma inferiore a quello superiore, gli ostacoli sono certamente maggiori. L'I-Ching afferma anche che il nobile così facendo sarà 无咎 senza macchia qualunque sia il risultato, sia che egli riesca a restare puro, sia che veda di non farcela e si ritiri. 

La quarta linea apre il trigramma superiore e come la terza mantiene l'asprezza tipica delle linee centrali. 或跃在渊。无咎。In questa situazione l'uomo nobile ha superato le difficoltà insite nel suo cursus honorum e si trova pertanto di fronte ad un'ardua scelta. 或跃在渊, "forse salta nel vuoto". 或 è da intendersi come 惑 in 疑惑 "dubbio". 渊 è l'abisso. Il nobile deve ora spiccare il balzo. Può precipitare oppure librarsi in volo. Si tenga presente che l'I-Ching propone di rado percorsi forzati. Nella maggior parte dei casi non è affatto automatico che il trovarsi in una situazione descritta da una linea conduca ad una descritta dalla linea successiva. Un evento può interrompere il suo corso in qualunque punto dell'esagramma. L'I-Ching non fa altro che indicare la via migliore per procedere, oppure fornisce consigli  per superare con onore una difficoltà o per non perdere una posizione vantaggiosa. Colui che agisca diversamente senza dubbio uscirà dal percorso di un certo esagramma per finire in un altro, in fondo questo è il Libro dei Mutamenti. Qui ad esempio la quarta linea implica due eventualità, o anche di più se vogliamo, innescate dal lanciarsi nel vuoto. Resta vero che almeno compiere la scelta è sufficiente a conservare la propria dignità, perciò comunque vada 无咎 "nessuna macchia".

La quinta linea 飞龙在天。利见大人。è la posizione migliore dell'esagramma. 飞龙在天 il drago ha spiccato il balzo e vola. A differenza del drago terrestre della seconda linea, qui abbiamo un drago celeste. Nondimeno la sua comparsa configura un potenziale punto d'arrivo con annessi benefici, pertanto di nuovo 利见大人 "propizia è la comparsa del grande uomo". La linea indica un uomo di talento che dopo aver superato le difficoltà e aver compiuto le dovute scelte raggiunge una posizione di grande potere. Egli col suo operato può produrre del bene per molti e la sua comparsa sarà così propizia.

L'ultima linea è il termine dell'esagramma, la conclusione, il risultato di una circostanza, il suo mutare in una nuova, indolore per così dire, oppure il suo ribaltamento. L'ultima linea è il picco montano che separa i due versanti, lo spingersi oltre. Il Creativo che si spinge oltre è dunque 亢龙有悔, "drago altezzoso avrà da pentirsi". Il carattere 亢 kang4 viene dal pittogramma di un uomo che divarica braccia e gambe per guadagnare una postura solida. Solido è infatti lo yang e lo è il Creativo, composto da soli yang. L'eccessiva saldezza degli yang, oppure il drago che vola troppo in alto, si tramuta in una rovinosa frana. 

Infine solo per i primi due esagrammi, il Cielo e la Terra, il testo dell'I-Ching aggiunge un ulteriore commento al complesso delle linee. Nel Creativo la linea si chiama Tutti Nove detta 用九 e il vaticinio è 见群龙无首。吉。"Compare una schiera di draghi senza testa. Salute!" Il fatto che le linee siano tutti nove ci indica che Qian, il Creativo, sta mutando in tutte linee 6 cioè Kun, la Terra, o il Ricettivo. La schiera di draghi è una metafora per gli yang dell'esagramma. Il non avere la testa fa sì che questi draghi non vedano dove vanno, oppure che non abbiano una guida. Questo fa di loro non più un principio solido ma un solido col germe del tenero dentro di esso. Un drago che, senza testa, non procede in autonomia ma può farsi condurre. Il Cielo muta nella Terra, il sovrano muta nel consigliere, la guida muta nel guidato. La situazione è estremamente positiva perché Qian non si configura più come un elemento fermo ma assume grande flessibilità. Perciò 吉, salute!

5.6.12

1. Il Creativo, la Sentenza


L'I-Ching inizia con l'esagramma del Creativo ䷀, il trigramma del Cielo raddoppiato. Non poteva essere diversamente: l'avvio dei Mutamenti è allora una cosmogonia in miniatura, ammesso che il Creativo possa essere considerato "piccolo".
Il primo verso del Tuan Zhuan, che è l'insieme delle cosiddette Sentenze, è forse la frase più densa dell'intero libro, forse una delle frasi più dense dell'intera letteratura, perché essa racchiude in sè l'I-Ching e l'I-Ching, se ci piace vederlo così, racchiude in sè l'intero cosmo.
La Sentenza del Creativo è ovviamente semplice a vedersi: 元亨利贞 (yuan2 heng1 li4 zhen1). Verrebbe quasi da dire: "fine, è tutto qui". Appunto, tutto, proprio qui.
La grande potenza dell'I-Ching è la capacità di condensare concetti di enorme portata in versetti, frasi, commenti estremamente semplici. Con 元亨利贞 per prima cosa l'I-Ching non fa niente meno che dispiegare davanti ai nostri occhi il funzionamento della Natura.

Ho la sensazione, mentre scrivo, che agli occhi e alle orecchie dell'uomo occidentale, queste affermazioni possano sembrare banalità. Se con questo non mi sbaglio, temo si tratti della più grande perdita che il nostro mondo stia vivendo. Ma andiamo ad analizzare questo verso.
Richard Wilhelm, sinologo tedesco vissuto a cavallo di 18° e 19° secolo nonché autore di una delle traduzioni dell'I-Ching più note in Europa ed edita in Italia dalla Adelphi, vede i caratteri 元亨利贞 a due a due.
Non so se questo dipende da una resa libera dal tedesco oppure dall'interpretazione originale di Wilhelm, fatto sta che in italiano abbiamo 元亨 "sublime riuscita" e 利贞 "propizio per perseveranza". Credo che questa lettura sia fuorviante. Mentre il senso di 利贞 mi pare più o meno coerente, quello di 元亨 invece no. Vediamo i singoli caratteri.
Il primo carattere 元 è autoesplicativo. È appunto il "primo", l'"origine", l'"inizio". Etimologicamente proviene da un'antica forma di 上 “sopra, superiore” scritta in realtà 二, e 人 "uomo". Probabilmente il significato deriva da "uomo superiore" ovvero "figlio del cielo", allora il primus, il supremo, pertanto l'"inizio". E con questo, se è legittimo attenersi al senso più atavico del carattere, l'I-Ching ci colloca subito nella sfera dell'uomo, quasi volesse premettere che tutto il suo sapere è in fondo teso ad insegnare qualcosa a noi, a chi usufruisce del Libro.
Il secondo carattere 亨 viene da una distorsione di due 高 "alto" rivolti uno verso l'altro. Da qui il significato originale di "offrire" oppure "ricevere in offerta", quindi "trattare con riguardo", quindi se da un lato c'è chi offre e dall'altro chi riceve tutto è "scorrevole", "fluido", perciò "filare liscio". In tal caso il carattere 亨 è assai pertinente, nel momento in cui chi offre e chi riceve nell'I-Ching non sono altri che il Cielo e la Terra, i primi due esagrammi dei Mutamenti.
Il terzo 利 è il più facile. È un composto semantico, da 禾 grano e 刀 “coltello”:"falciare il grano", "raccogliere" > "profitto".
Infine 贞. Personalmente mi piace leggere anche 贞 come un composto semantico, da 卜 "segni oracolari" e 贝 "guscio", che era il supporto utilizzato nei tempi remoti per la divinazione. Allora 贞 in quanto segni oracolari su un guscio significa "responso". L'etimologia ufficiale, che conduce al significato moderno di 贞 propone questa trasformazione "Divinare; buon auspicio; buono; virtuoso; saldo; casto; puro". Infatti oggi lo troviamo ad esempio in 贞德 "castità" o in generale "virtù morale" che diventa quindi la "lealtà", ad esempio anche sessuale verso un marito. L'edizione italiana infatti traduce "perseveranza", ma penso non si tratti di una "perseveranza" alla occidentale, intesa come costanza nel procedere. È opportuno assumere qui la prospettiva cinese, che fa della circolarità la propria maggiore caratteristica. Allora questa "perseveranza" non è un procedere diritto, né nello spazio né nel tempo. Qui si tratta in realtà di attenersi a qualcosa, il girare in cerchio ma non come chi perde l'orientamento quanto piuttosto come chi resta "leale" ad una legge, per esempio, e qualunque cosa succeda applica il medesimo schema.

Verrebbe da chiedere come si può pensare che il Libro dei Mutamenti presenti una tale rigidità. In realtà non si deve dimenticare che gli elementi fondamentali dell'I-Ching sono lo yin e lo yang, in perpetua dialettica tra loro, opposti ma indissolubili, l'uno contenuto dentro l'altro, l'uno positivo dove l'altro è negativo, l'uno chiaro dove l'altro è scuro, ⚍ e ⚎. Sono molte le coppie di aggettivi che rappresentano il binomio formato da yin e yang. Uno di questi che ricorre praticamente sempre nell'I-Ching è "solido" (yang) e tenero (yin). In virtù di ciò è facile comprendere come all'interno di un perpetuo mutamento debba esserci una perpetua fissitudine: così come yin e yang mutano e si fanno sempre diversi, così rimane immutabile la legge che regola il loro rapporto biunivoco. Solidità dentro al cambiamento, cambiamento dentro la solidità. 贞 allora è la "perseveranza" intesa come un continuo ritorno-in-sè. Dove lo yang è la tesi, lo yin è l'antitesi e 贞 descrive la loro infinita sintesi.
In conclusione 元亨利贞 è probabilmente impossibile da tradurre. Possiamo pensarlo come un circolo naturale, il succedersi delle quattro stagioni. La nascita, lo sviluppo, l'apice e la caduta di ogni essere per poi ricominciare con la nascita di un nuovo essere.
元亨利贞 è semplicemente la Legge. Nell'I-Ching sono numerosi gli esagrammi che contengono alcuni di  questi quattro caratteri. Non tutti chiaramente poiché l'interezza dell'Ordine Naturale proviene esclusivamente dal Creativo (in relazione al Ricettivo); ad ogni modo se gli altri 62 esagrammi dell'I-Ching descrivono le situazioni del cosmo, possiamo accettare che in alcune di queste si vedano più o meno distintamente alcuni dei passaggi fondamentali, 元亨利贞, ad indicare per così dire una fattispecie della Legge.

È questa l'immensità dell'I-Ching e qui della sua testa, il Creativo, condensata in quattro caratteri; e così forse l'unico commento altrettanto alto (guardandosi dal forzare un parallelismo tra il dualismo yin-yang e il monoteismo cristiano) è una terzina del Paradiso XXXIII, "Nel suo profondo vidi che s'interna / legato con amore in un volume / ciò che per l'universo si squaderna."

27.5.12

Seconda Portata

Tornare a scrivere su un blog abbandonato da almeno 24 mesi è un po' come entrare in una vecchia stanza dimenticata della casa. È una fortuna, perché se nella tua casa ci sono stanze inutilizzate, possiamo capire due cose, o che sei una persona parecchio disorganizzata o che hai una metratura superiore alle tue esigenze. In entrambi i casi, quando decidi di fare ordine nelle tue cose o se sorge il bisogno di un po' di spazio in più, partirai avvantaggiato rispetto a chi vive nello scantinato. Se entri in una stanza in disuso vedi i vecchi poster appesi alle pareti, le scope buttare in un angolo, respiri un po' di pulviscolo cosmico accumulato negli angoli, entri in contatto con una parte di te. Ma non è un ritorno al passato. È un rinnovamento, cucinare nuove vivande dentro un Crogiolo vuoto da tempo.

Allora ci siamo, il fuoco è acceso e scoppiettante sotto il Crogiolo, le pietanze crude sono pronte sul tavolo. È ora di fare da mangiare. Il menu è ciò da cui il Crogiolo stesso proviene, l'I-ching. Ritorniamo alle origini. Lo scopo di questa semplice ma radicale ristrutturazione della mia cucina è far diventare Esagramma 50 un luogo di contatto. Dare forma a delle idee e avvalermi della collaborazione dei lettori (se ce ne saranno) per avanzare nella ricerca. La questione è presto spiegata: da quando un anno fa mi sono messo a studiare approfonditamente l'I-ching, in maniera più o meno costante ho prodotto traduzioni e interpretazioni, analisi e commenti. Ma senza un minimo di confronto, anche il più diligente degli studiosi non sarà altro che un aedo, che impara a memoria il testo della poesia.

Qui su Esagramma 50 voglio dispiegare il mondo dell'I-ching dal mio punto di vista, per dare spunti a chi si interessa a questo libro immenso; e per ricevere spunti da chi, già sapiente, vuole parlarne e approfondire.