Un crogiolo di idee

4.4.11

New Now

La velocità intesa come male dell'oggi tra le sue implicazioni annovera anche la mania del nuovo. Nuovo subito, questo è il nostro motto. Il prodotto di ieri è da buttare, è vecchio. Gli oggetti come forse anche le idee sono ad alta obsolescenza, si superano continuamente senza tregua. Le cose originali sono in verità un mito e allo stesso tempo un must. L'artista impazzisce, lacerato da questa tensione. Gli inventori non esistono più: c'è solo il perfezionamento e la copia della copia; oppure il power-up come filosofia di vita.

Il danno evidente di questo modus accelerandi è che non ci si può soffermare su niente per capire, valutare, riflettere. Rallentare è tabù. Chi non resta al passo coi tempi è già fossile ma è peggio che gareggiare contro Bolt. Mentre arrancando dunque ci si avventa sull'ultimissima novità della tecnica, come fosse la mascherina d'ossigeno in mezzo al fumo, magari non si calcola che la novità, ogni novità, è in quanto tale un prototipo. Non si può paragonare il primo iPhone all'ultimo iPhone4. Molto meglio quest'ultimo, in fondo è la quarta versione. Eppure chi di volta in volta li ha comprati entrambi ha speso i soldi due volte per due prodotti sostanzialmente simili. Tuttavia se il primo iPhone non avesse avuto successo, forse la Apple avrebbe cambiato strategia e oggi non godremmo del 4. Ma non è un mistero che la ricerca spesso sia vincolata al capitale.
Applicando questo ragionamento all'energia nucleare, si profila il forte rischio che questa nuova ondata di proteste - ipocrita: figlia del disastro - freni la ricerca su questa forma di energia, che potenzialmente ha sbocchi assai vantaggiosi nell'ambito delle rinnovabili. Un giorno si potrebbe arrivare all'applicazione efficiente della fusione fredda, ma ci vorrà tempo perché noi dimentichiamo nuovamente i pericoli del nucleare (lo faremo stavolta?): nel mentre qualcuno avrà il coraggio di investirci? Che non sia un po' come sperare nell'iPhone4 senza passare per il due e il tre.
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