Un crogiolo di idee

3.4.11

non è come il Vino

Il massimo del ridicolo si raggiunge quando si altera un'immagine in maniera oscena. In questo caso l'osceno non è semplicemente il porno, osceno per eccellenza, ma tutto ciò che elude la scena, che non illude più, che si manifesta con troppa realtà e trasparenza senza lasciare spazio all'immaginazione, alla natura, alla seduzione (Baudrillard). Ironicamente allora ci siamo messi in trappola da soli.
Osceno quindi è anche un individuo che si contraffà nel tentativo di non assomigliare a sè stesso. Un esempio classico è un vecchio che fa il giovane, figura tipica della classe dirigente italiana. Tuttavia questa è solo un'aggravante: il cuore del nostro guasto sistemico è che l'Italia è un paese vecchio prima di essere osceno. Il circolo vizioso che si innesta è che i vecchi sentono sul collo il fiato freddo della morte, quindi cercano riparo nella durevolezza terrena, pur chiaramente inadeguata. Una classe dirigente vecchia diventa conservatrice, come se la conservazione del potere influisse transitivamente sulla vita. Il potere quindi è vita, la vita potere. Chi non può nulla è morto e loro aborriscono la morte perché ce l'hanno alle calcagna. Sentono già l'eco del loro rito funebre e così la strategia è ingannare la morte fingendosi giovani. Coca e troie. I veri giovani nel frattempo si fingono vecchi perché non hanno scelta, vengono fatti fuori oppure raccomandati, resta il fatto che non hanno prospettive e non sanno come procurarsele. I più intraprendenti emigrano, gli altri soccombono. In generale non importa più niente a nessuno, si punta a tirare avanti, senza rendersi conto delle conseguenze. L'impegno politico dura il tempo di un paio di clic, la rabbia è solo sfogo, la passione è un diversivo, le parole stesse, parole pesanti come responsabilità e indignazione, sono ritrite e nessuno ne capisce più il significato. I media, tutti, da internet a Rete 4, prendono questo pasticcio italiano, lo digeriscono e lo vomitano dappertutto cosicché ogni informazione è solo un'eventualità, i fatti diventano ipotesi, i colori si invertono e non c'è più scopo in niente. Lo scopo di qualsiasi cosa è la cosa stessa.
Alla fine noi siamo assimilati in questo processo degenerativo e non sappiamo più chi siamo. Chiedete a qualcuno chi è. Non lo sa. Nessuno lo sa. Concetti come qualcuno e sapere sono scomparsi, ci muoviamo in un mondo di ombre e rimbombi nell'attesa di invecchiare il più velocemente possibile, sperando di essere come il vino, che migliora con l'età.
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