Un crogiolo di idee

15.4.11

Rewind: Lancia e Scudo

I cinesi sono pragmatici: il primo specchio della loro cultura è il linguaggio e credo che non se ne trovino di più concreti e incisivi.
Prendiamo la parola 矛盾 maodun, “contraddizione”. e significano “lancia” e “scudo” e raccontano una storia: tempo fa, un uomo comprò una lancia e uno scudo. Vantandosene, ripeteva che lo scudo era indistruttibile, niente l'avrebbe mai trapassato; la punta della lancia pure era formidabile, avrebbe infilzato qualsiasi cosa. Allora un tizio gli chiese: “Dimmi, se prendo la tua lancia e la uso contro il tuo scudo, che succede?”, e lo sbruffone rimase senza parole.

In cinese moderno perciò “lancia e scudo” indica il conflitto logico. La semplicità dell'immagine è folgorante: lancia e scudo, conflitto. In italiano, “contraddizione” è un termine astratto, “contro” e “dire”. Non evoca null'altro. In cinese invece sì. ma questo non è l'unica cosa che potenzia la comunicazione, d'altra parte sono relativamente poche le parole con questi aneddoti dietro.
Il fulcro sono i caratteri: 矛  sono pittogrammi, disegni di una lancia e di uno scudo. Il significato è palese.
Purtroppo ad occhi profani i caratteri cinesi sembrano solo uno scomodo garbuglio, eppure conservano una forza comunicativa immediata. Specialmente i pittogrammi appunto, cioè disegni di cose; ma anche i composti logici, cioè due pittogrammi messi assieme per esprimere un terzo significato.
Per fare qualche esempio: (mu) è il disegno di un albero e significa albero. Allo stesso modo (che) è il disegno di un veicolo; (dao) è un coltello; (gui) è il disegno di uno spettro; (yu) è la pioggia. A volte il passaggio è più sofisticato: 长 (chang) sono capelli legati, quindi “lungo”. E tra i composti logici: (fen) fuoco sotto due alberi: bruciare; (huo) due cani nell'erba: cacciare, afferrare, ottenere; (juan) due mani con un raviolo: arrotolare; (mie) una linea sopra il fuoco: estinguere; (hui) “mortaio”, “detriti” e “colpire” diventano pestare detriti in un mortaio: sbriciolare, distruggere.

La comunicazione di questi caratteri è molto più rapida e pervasiva di una parola scritta in lettere. Osservando un testo cinese anche senza leggere, sembra quasi di guardare un quadro. I testi nelle altre lingue sono così compatti e freddi, inanimati. Nei caratteri cinesi invece si percepisce una vitalità sorprendente. Eppure questa è solo un'impressione. Per leggere e parlare cinese non sono certo necessari questi sentimentalismi.

Ad ogni modo esiste un altro aspetto fondamentale: per la loro natura visiva e immediata i caratteri hanno un significato molto preciso. 工 (gong) è il pittogramma di un attrezzo da carpentiere, significa “lavoro”. Non c'è spazio per le speculazioni. L'italiano “lavoro”, specie dopo Marx, può avere molte più implicazioni, possiamo facilmente estendere il significato della parola. Questo avviene anche in cinese, ma la differenza è che da millenni il carattere è sempre e comunque un attrezzo da carpentiere.
C'è nella scrittura cinese una semplicità, una genuinità, un'innocenza straordinaria. La loro lingua e in un certo senso la loro cultura mi sembra libera, libera!, da quell'opprimente retorica che infesta il pensiero e la filosofia occidentale e quindi l'occidente stesso.

Per farla breve, la base di tutto il pensiero cinese deriva da due parole: Yin-Yang. I caratteri sono di una semplicità ridicola: Yin, la parte sinistra è “collina”, quella destra è “luna”. Il lato oscuro della collina. Yang, “collina” e “sole”, il lato luminoso della collina. Ad un bambino cinese che chiede cosa sono lo Yin e lo Yang si può rispondere così, i lati della collina, oppure la luna e il sole, mamma e papà, è uguale. Cos'è il Dao? La via. Cosa diceva Confucio? Uomini in armonia. Al di là di tutte le articolazioni, che sono tante e ci si scrivono libri su libri, la base è molto semplice. Proviamo invece a spiegare ad un bambino italiano cosa sono le idee platoniche, o la metafisica, o tesi-antitesi-sintesi! Ma che, scherziamo?
Questa differenza abissale è sconcertante.
Con tutto ciò però non dico che c'è qualcosa di naif nei cinesi, ma una tranquillità mentale sì, un'armonia che si respira nell'aria, sottile, invisibile e potente.
Il mondo occidentale che è cresciuto tra Dio e la scienza, tra l'individualismo romantico e la società di massa, ha prodotto individui incasinati. In Cina queste contraddizioni sono già risolte alla radice. Dio e la scienza si riuniscono nel Dao (o Yin-Yang, stessa cosa), mentre individuo e massa si riuniscono nel socialismo di mercato gestito da un governo centrale oligarchico, in perfetto accordo con le teorie di Confucio.

E poi vabbè, questo è un blog di parte.
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