Un crogiolo di idee

31.5.11

l'Italiano che non ti Aspetti

La lingua italiana, contrariamente alle apparenze, non possiede molte parole: de Mauro ne conta solo 160.000, tra parole singole e locuzioni. Lingue come l'inglese, all'infuori di quanto basta per la little conversation, sono decisamente più ricche, superando i 400.000 termini. Quasi il doppio.
Forse il motivo è che l'italiano, in circa sette secoli di feconda produzione letteraria, ha raggiunto lo zen della sintesi: è noto che la semplicità è talora sorella dell'intelligenza. Talora no. L'italiano medio infatti si esprime quotidianamente con una miseria di 1500-2000 parole, che costituiscono esse sole il 90% della comunicazione scritta e parlata; mentre un italiano di cultura medio-alta aggiunge parole meno frequenti, il 6-8%, arrivando a 4000. Il restante 2% sono tecnicismi o nomi di oggetti o cose altrimenti indefinibili (cacciavite, batuffolo) oppure parole a bassa incidenza ma leggibili e note a chiunque abbia un buon grado di istruzione, come "bollitura" o "catalogo", circa 40.000.

Infine l'ultima percentuale irrisoria annovera quel lessico raro e oscuro, ma forte di 20.000 unità, generalmente confinato all'ambito letterario o dotto ma pur sempre parte della nostra bella lingua.
Alcune perle:

acribia: rigore critico, precisione scrupolosa
adusto: bruciato, riarso dal sole
algido: molto freddo
concento: armonia di voci e strumenti
diro: feroce e malvagio
eburneo: d'avorio
esiziale: gravemente dannoso
incuocere: dissestare/indebolire mediante calore
molcere: raddolcire, alleviare
prisco: antichissimo, remoto
rocmo: il suono prodotto dal russare
ultore: che vendica
vanno: ala
venusto: bello e leggiadro
0 comm.:

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