Un crogiolo di idee

5.6.12

1. Il Creativo, la Sentenza


L'I-Ching inizia con l'esagramma del Creativo ䷀, il trigramma del Cielo raddoppiato. Non poteva essere diversamente: l'avvio dei Mutamenti è allora una cosmogonia in miniatura, ammesso che il Creativo possa essere considerato "piccolo".
Il primo verso del Tuan Zhuan, che è l'insieme delle cosiddette Sentenze, è forse la frase più densa dell'intero libro, forse una delle frasi più dense dell'intera letteratura, perché essa racchiude in sè l'I-Ching e l'I-Ching, se ci piace vederlo così, racchiude in sè l'intero cosmo.
La Sentenza del Creativo è ovviamente semplice a vedersi: 元亨利贞 (yuan2 heng1 li4 zhen1). Verrebbe quasi da dire: "fine, è tutto qui". Appunto, tutto, proprio qui.
La grande potenza dell'I-Ching è la capacità di condensare concetti di enorme portata in versetti, frasi, commenti estremamente semplici. Con 元亨利贞 per prima cosa l'I-Ching non fa niente meno che dispiegare davanti ai nostri occhi il funzionamento della Natura.

Ho la sensazione, mentre scrivo, che agli occhi e alle orecchie dell'uomo occidentale, queste affermazioni possano sembrare banalità. Se con questo non mi sbaglio, temo si tratti della più grande perdita che il nostro mondo stia vivendo. Ma andiamo ad analizzare questo verso.
Richard Wilhelm, sinologo tedesco vissuto a cavallo di 18° e 19° secolo nonché autore di una delle traduzioni dell'I-Ching più note in Europa ed edita in Italia dalla Adelphi, vede i caratteri 元亨利贞 a due a due.
Non so se questo dipende da una resa libera dal tedesco oppure dall'interpretazione originale di Wilhelm, fatto sta che in italiano abbiamo 元亨 "sublime riuscita" e 利贞 "propizio per perseveranza". Credo che questa lettura sia fuorviante. Mentre il senso di 利贞 mi pare più o meno coerente, quello di 元亨 invece no. Vediamo i singoli caratteri.
Il primo carattere 元 è autoesplicativo. È appunto il "primo", l'"origine", l'"inizio". Etimologicamente proviene da un'antica forma di 上 “sopra, superiore” scritta in realtà 二, e 人 "uomo". Probabilmente il significato deriva da "uomo superiore" ovvero "figlio del cielo", allora il primus, il supremo, pertanto l'"inizio". E con questo, se è legittimo attenersi al senso più atavico del carattere, l'I-Ching ci colloca subito nella sfera dell'uomo, quasi volesse premettere che tutto il suo sapere è in fondo teso ad insegnare qualcosa a noi, a chi usufruisce del Libro.
Il secondo carattere 亨 viene da una distorsione di due 高 "alto" rivolti uno verso l'altro. Da qui il significato originale di "offrire" oppure "ricevere in offerta", quindi "trattare con riguardo", quindi se da un lato c'è chi offre e dall'altro chi riceve tutto è "scorrevole", "fluido", perciò "filare liscio". In tal caso il carattere 亨 è assai pertinente, nel momento in cui chi offre e chi riceve nell'I-Ching non sono altri che il Cielo e la Terra, i primi due esagrammi dei Mutamenti.
Il terzo 利 è il più facile. È un composto semantico, da 禾 grano e 刀 “coltello”:"falciare il grano", "raccogliere" > "profitto".
Infine 贞. Personalmente mi piace leggere anche 贞 come un composto semantico, da 卜 "segni oracolari" e 贝 "guscio", che era il supporto utilizzato nei tempi remoti per la divinazione. Allora 贞 in quanto segni oracolari su un guscio significa "responso". L'etimologia ufficiale, che conduce al significato moderno di 贞 propone questa trasformazione "Divinare; buon auspicio; buono; virtuoso; saldo; casto; puro". Infatti oggi lo troviamo ad esempio in 贞德 "castità" o in generale "virtù morale" che diventa quindi la "lealtà", ad esempio anche sessuale verso un marito. L'edizione italiana infatti traduce "perseveranza", ma penso non si tratti di una "perseveranza" alla occidentale, intesa come costanza nel procedere. È opportuno assumere qui la prospettiva cinese, che fa della circolarità la propria maggiore caratteristica. Allora questa "perseveranza" non è un procedere diritto, né nello spazio né nel tempo. Qui si tratta in realtà di attenersi a qualcosa, il girare in cerchio ma non come chi perde l'orientamento quanto piuttosto come chi resta "leale" ad una legge, per esempio, e qualunque cosa succeda applica il medesimo schema.

Verrebbe da chiedere come si può pensare che il Libro dei Mutamenti presenti una tale rigidità. In realtà non si deve dimenticare che gli elementi fondamentali dell'I-Ching sono lo yin e lo yang, in perpetua dialettica tra loro, opposti ma indissolubili, l'uno contenuto dentro l'altro, l'uno positivo dove l'altro è negativo, l'uno chiaro dove l'altro è scuro, ⚍ e ⚎. Sono molte le coppie di aggettivi che rappresentano il binomio formato da yin e yang. Uno di questi che ricorre praticamente sempre nell'I-Ching è "solido" (yang) e tenero (yin). In virtù di ciò è facile comprendere come all'interno di un perpetuo mutamento debba esserci una perpetua fissitudine: così come yin e yang mutano e si fanno sempre diversi, così rimane immutabile la legge che regola il loro rapporto biunivoco. Solidità dentro al cambiamento, cambiamento dentro la solidità. 贞 allora è la "perseveranza" intesa come un continuo ritorno-in-sè. Dove lo yang è la tesi, lo yin è l'antitesi e 贞 descrive la loro infinita sintesi.
In conclusione 元亨利贞 è probabilmente impossibile da tradurre. Possiamo pensarlo come un circolo naturale, il succedersi delle quattro stagioni. La nascita, lo sviluppo, l'apice e la caduta di ogni essere per poi ricominciare con la nascita di un nuovo essere.
元亨利贞 è semplicemente la Legge. Nell'I-Ching sono numerosi gli esagrammi che contengono alcuni di  questi quattro caratteri. Non tutti chiaramente poiché l'interezza dell'Ordine Naturale proviene esclusivamente dal Creativo (in relazione al Ricettivo); ad ogni modo se gli altri 62 esagrammi dell'I-Ching descrivono le situazioni del cosmo, possiamo accettare che in alcune di queste si vedano più o meno distintamente alcuni dei passaggi fondamentali, 元亨利贞, ad indicare per così dire una fattispecie della Legge.

È questa l'immensità dell'I-Ching e qui della sua testa, il Creativo, condensata in quattro caratteri; e così forse l'unico commento altrettanto alto (guardandosi dal forzare un parallelismo tra il dualismo yin-yang e il monoteismo cristiano) è una terzina del Paradiso XXXIII, "Nel suo profondo vidi che s'interna / legato con amore in un volume / ciò che per l'universo si squaderna."

1 commento:

  1. Anonimo26.1.14

    Molto bello ed utile, grazie infinite...

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